La storia di Susanna

Alla scoperta dell’Isola che non c’è

Susanna è una libera professionista affermata nel settore grafico che, in età matura, ha deciso di intraprendere un percorso artistico partendo dall’improvvisazione teatrale. L’impegno profuso nelle lezioni del gruppo di improvvisazione veniva tuttavia compromesso da una difficoltà a fare uscire la voce in scena.

La situazione di partenza

Susanna aveva la necessità di lasciar fluire il suono, di ottimizzare l’uso dell’aria e imparare a sfruttare al meglio tutte le prerogative della sua voce per quanto matura in un’ottica teatrale, che come ben sappiamo richiede una preparazione diversa da quella del cantante amplificato.
Susanna presentava un’importante raclage, con conseguenti problemi vocali per i quali si è reso necessario fare una visita molto accurata e approfondita di otorinolaringoiatria, che mi sono sentita di consigliare accoratamente.

Come abbiamo lavorato

Il lavoro che abbiamo fatto insieme è stato di profonda osservazione sin dal principio.
Mi risultò chiaro che l’obiettivo da perseguire non era di tipo tecnico ma molto semplicemente di tipo espressivo poiché l’artista che si celava in lei aveva una marcata, decisa e profonda espressività.

Il percorso ha portato Susanna a scoprire le potenzialità del suo corpo e della sua voce come un adulto può solo immaginare di riuscire a scoprire l’esistenza dell’Isola che non c’è.

I miei consigli

E’ stato gratificante guidare Susanna alla ricerca di workshop e masterclass che le permettessero di portare avanti il suo talento nella recitazione teatrale. Ha lavorato sui diaframmi e il respiro, ha scoperto la Commedia dell’Arte, la maschera in scena avvalendosi di nomi importanti che hanno fatto la storia del teatro, come quelli di Matteo Belli o Enrico Bonavera, solo per citarne alcuni.

I risultati

Susanna continua a studiare con me, approcciandosi anche allo studio del canto vero e proprio e affidandomi anche sua figlia. È difficile descrivere la soddisfazione nel vedere una donna così fragile e forte allo stesso prendere in mano la sua vita. Posso solo dire che vedere un allievo che muove i primi passi, cresce e torna a riscoprire il piacere non solo del mettersi in gioco ma di saper stare nel gioco dell’arte è il risultato migliore che un insegnante possa solo arrivare a desiderare ed immaginare per i propri discenti.

La parola a Susanna

Ho incontrato Clizia nel marzo del 2022 in occasione di una lezione alla scuola di teatro per il nostro gruppo di improvvisatori.

La prima lezione e poi una seconda mi furono sufficienti per dimostrarmi che avrei sicuramente avuto bisogno di una guida per comprendere il mondo interiore che aveva grandi difficoltà a venire fuori compromettendo anche le potenzialità di espressione in scena. Alla fine di una performance ne uscivo esausta, fisicamente provata.

Mettersi in gioco in una qualsiasi stagione della vita non è semplice.
Farlo alla mia età non è banale: ma tanto è.
Avevo scelto la via più difficile: rimboccarmi le maniche e andare a fondo, scavare nei meandri della voce che avvertivo come soffocata o meglio chiusa dietro a una porta che non aprivo da tempo immemore.
Inutile dire che ero terrorizzata all’idea.
A questo si aggiungeva un continuo raclage che diventava sfiancante e fastidiosissimo.

Il lavoro con Clizia è partito dall’osservazione, insieme, di quello che sono.
E’ questo che contraddistingue il percorso con lei: per quanto profonde, scure, inquietanti e inconfessabili possano essere le nostre esperienze, nulla ci può salvare se non noi stessi. Avere una guida animica che ci prende per mano per tirarci fuori dal buio delle nostre caverne, fidandosi l’una dell’altra, è il dono migliore che questa vita potesse riservarmi.

L’allenamento costante, l’indirizzamento ad altre figure che potessero aiutarmi in altri aspetti che emergevano passo dopo passo durante i mesi di lavoro insieme, la condivisione reciproca delle esperienze e il coraggio di ‘osare’ nella sperimentazione sono stati i mattoni sui quali abbiamo costruito insieme un percorso.

Non si è mai preparati alle svolte imprevedibili della vita, ma i destini che si incrociano sono sempre un tesoro da accogliere e proteggere.

È così, quindi, che Clizia oltre a essere mia Coach di riferimento per l’artista che si cela in me, è diventata Amica, Sorella e Anima che cammina accanto a me in questa vita…ed è sempre commovente osservarla muovere i suoi passi inconsapevole di quanto il mondo si illumini al suo passaggio.

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